Perversioni Il piacere può fare Co-co-dè?

Carissima Giovanna, oggi pensavo agli anni della mia adolescenza e un ricordo,fra gli altri, e’ affiorato alla mia mente. Ormai ho 65 anni e quell’ epoca e’ lontana da me come l’orbita di Plutone, ma ogni tanto mi e’ dolce riandare con la mente a quegli anni. Sono stati gli anni delle prime esperienze sessuali, gli anni delle quattro pippe al giorno sulla sezione intimo femminile del catalogo Postal Market, gli anni in cui la grassa e bruna moglie di un bidello mi fece assaggiare per la prima volta la fica. Ma non fu lei a sverginarmi, aveva la fica troppo larga e bagnata per il mio cazzo che , pur non essendo piccolo, quasi si perdeva in quella umida e devastata caverna. Fu una ragazza che mi dava ripetizioni di matematica e che sarebbe andata sposa qualche giorno dopo a rompermi il filetto del glande. Lei si che l’aveva stretta, io la chiavai all’ impiedi, attaccata al muro, con forza e con il cazzo durissimo dei miei 15 anni. Le sborrai dentro tutto il mio sperma e chissa’ se la gravidanza che qualche mese dopo il matrimonio, al quale fu invitata la mia famiglia, annuncio’ con gioia non sia stata merito mio. Comunque sentii’ un dolore lancinante al pene e quando lo tirai fuori dopo aver eiaculato perdevo sangue. Ma il ricordo di cui volevo parlarti ha poco a che fare con le donne e risale a qualche anno prima di questi fatti. Abitavamo in paese e avevamo un pollaio di quattro galline che ci fornivano l’ovetto o che finivano sulla tavola festiva allo spiedo. Io fra una pippa e l’altra cercavo un surrogato della “carne” femminile, ero giunto a farmi le seghe usando una fetta di carne che avvolgevo attorno al cazzo e che mi dava l’impressione di essere nel corpo di una donna. Ovviamente dopo mi toccava buttarla perche’ piena di sperma poi non mi andava di friggerla e di mangiarla. Un giorno ero solo in casa ,i miei erano partiti per la citta’ che mio nonno stava male, la fregola era tanta e allora presi una delle galline e la penetrai nel culo. Quel culo mi accolse, si dilato’ bene, del resto lasciava passare un uovo che e’ ,in media, della grandezza di un glande, quindi non si lacero’. Ma non riuscivo ad infilarle tutto il cazzo, ad un certo punto il canale finiva, una sensazione mai provata con le donne che sembrano ,invece, senza fondo. Chiavai quella gallina con forza dandole dei forti colpi, aiutandomi con le mani a spingerla sul cazzo , temevo che forse l’avrei uccisa e non sapevo come avrei spiegato la cosa a mia madre. Ma quel buco mi dava piacere, quindi pensai di continuare fino a sborrare. Ma la gallina non mori’, anzi quando la posai a terra ando’ via un po malferma con le zampe ma con il culo che le pulsava, che si contraeva al ritmo con cui l’avevo chiavata, come a volte ho visto fare alla fica delle donne, e con il mio sperma che le fuoriusciva. Questo gioco duro’ qualche mese e a turno mi ripassai tutte le galline del pollaio. La cosa strana e’ che un giorno mia madre mi disse che le nostre galline stavano facendo piu’ uova, come se prendere il mio pene, che per loro doveva essere enorme, forse piu’ grosso di quello di un cavallo per una donna, avesse stimolato il loro ovaio. Ora ti chiedo se secondo te e’ mai possibile che provassero piacere ad essere chiavate dal mio pene? Un po’ come le donne dicono che un grosso cazzo che le riempie da’ molto piacere. E perche’ il loro ano si contraeva pulsando? Perche’ quando le prendevo per penetrarle una seconda volta non si ribellavano piu’ come la prima volta, come se sapessero che quello che le aspettava sarebbe stato piacevole. E’ mai possibile che ,addirittura, il mio pene, che doveva riempire fino all’inverosimile il loro canale, ne stimolasse la fecondita’? Non ho mai confessato questo segreto a nessuno.
 

frank55

Novizio
Carissima Giovanna, oggi pensavo agli anni della mia adolescenza e un ricordo,fra gli altri, e’ affiorato alla mia mente. Ormai ho 65 anni e quell’ epoca e’ lontana da me come l’orbita di Plutone, ma ogni tanto mi e’ dolce riandare con la mente a quegli anni. Sono stati gli anni delle prime esperienze sessuali, gli anni delle quattro pippe al giorno sulla sezione intimo femminile del catalogo Postal Market, gli anni in cui la grassa e bruna moglie di un bidello mi fece assaggiare per la prima volta la fica. Ma non fu lei a sverginarmi, aveva la fica troppo larga e bagnata per il mio cazzo che , pur non essendo piccolo, quasi si perdeva in quella umida e devastata caverna. Fu una ragazza che mi dava ripetizioni di matematica e che sarebbe andata sposa qualche giorno dopo a rompermi il filetto del glande. Lei si che l’aveva stretta, io la chiavai all’ impiedi, attaccata al muro, con forza e con il cazzo durissimo dei miei 15 anni. Le sborrai dentro tutto il mio sperma e chissa’ se la gravidanza che qualche mese dopo il matrimonio, al quale fu invitata la mia famiglia, annuncio’ con gioia non sia stata merito mio. Comunque sentii’ un dolore lancinante al pene e quando lo tirai fuori dopo aver eiaculato perdevo sangue. Ma il ricordo di cui volevo parlarti ha poco a che fare con le donne e risale a qualche anno prima di questi fatti. Abitavamo in paese e avevamo un pollaio di quattro galline che ci fornivano l’ovetto o che finivano sulla tavola festiva allo spiedo. Io fra una pippa e l’altra cercavo un surrogato della “carne” femminile, ero giunto a farmi le seghe usando una fetta di carne che avvolgevo attorno al cazzo e che mi dava l’impressione di essere nel corpo di una donna. Ovviamente dopo mi toccava buttarla perche’ piena di sperma poi non mi andava di friggerla e di mangiarla. Un giorno ero solo in casa ,i miei erano partiti per la citta’ che mio nonno stava male, la fregola era tanta e allora presi una delle galline e la penetrai nel culo. Quel culo mi accolse, si dilato’ bene, del resto lasciava passare un uovo che e’ ,in media, della grandezza di un glande, quindi non si lacero’. Ma non riuscivo ad infilarle tutto il cazzo, ad un certo punto il canale finiva, una sensazione mai provata con le donne che sembrano ,invece, senza fondo. Chiavai quella gallina con forza dandole dei forti colpi, aiutandomi con le mani a spingerla sul cazzo , temevo che forse l’avrei uccisa e non sapevo come avrei spiegato la cosa a mia madre. Ma quel buco mi dava piacere, quindi pensai di continuare fino a sborrare. Ma la gallina non mori’, anzi quando la posai a terra ando’ via un po malferma con le zampe ma con il culo che le pulsava, che si contraeva al ritmo con cui l’avevo chiavata, come a volte ho visto fare alla fica delle donne, e con il mio sperma che le fuoriusciva. Questo gioco duro’ qualche mese e a turno mi ripassai tutte le galline del pollaio. La cosa strana e’ che un giorno mia madre mi disse che le nostre galline stavano facendo piu’ uova, come se prendere il mio pene, che per loro doveva essere enorme, forse piu’ grosso di quello di un cavallo per una donna, avesse stimolato il loro ovaio. Ora ti chiedo se secondo te e’ mai possibile che provassero piacere ad essere chiavate dal mio pene? Un po’ come le donne dicono che un grosso cazzo che le riempie da’ molto piacere. E perche’ il loro ano si contraeva pulsando? Perche’ quando le prendevo per penetrarle una seconda volta non si ribellavano piu’ come la prima volta, come se sapessero che quello che le aspettava sarebbe stato piacevole. E’ mai possibile che ,addirittura, il mio pene, che doveva riempire fino all’inverosimile il loro canale, ne stimolasse la fecondita’? Non ho mai confessato questo segreto a nessuno.
Fatti coraggio Cucu, non sei stato il solo, anche a me e' capitato da ragazzo di inculare una delle galline di mia nonna. Non so se godono o meno ma notai anche io che dopo le sbatteva il culo, secondo me e' solo un riflesso nervoso. Io temevo solo che mia nonna mi facesse una delle uova di quella gallina all'occhio di bue e di vedere qualche filo biancastro sul tuorlo...non avrebbe potuto essere stato il gallo, mia nonna non l'aveva!
 
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