Quando ho scoperto la mia bisessualità

Come empre il forum da spunto e fa tornare alla mente dei ricordi. Siamo tutti e dico tutti bisessuali? Non lo so o meglio credo di si. Spesso è la situazione che ti fa fare delle scelte. Poi magari con le scelte obbligate si può anche scoprire di avere delle passioni nascoste.
Da ragazzo, bisogna fare attenzione con i termini per non urtare la sensibilità di alcuni lettori, finita la scuola non partivo immediatamente per le vacanze, ma passavo un periodo a casa. Qualcosa si faceva sempre, ma dovevo aspettare per fare la classica vacanzona con i miei genitori.
Spesso capitava che per alcuni giorni, mio cugino veniva a dormire a casa nostra oppure io a casa sua. Stando insieme avremmo potuto sconfiggere la noia dell'estate. Sarà questo il motivo per il quale quasi tutto accade in questa stagione.
Entrambi avevamo storielle con ragazzine, ma niente di clamoroso vista l'età. Soprattutto in estate tutti spariscono...
Passavamo giornate a raccontarci segreti e speranze. A dire il vero anche a rimediare giornaletti porno, da giornalai piu' o meno distratti.
Tutti i giorni tra una chiacchierata e l'altra, prendevamo le riviste e le commentavamo. Ovviamente con gli ormoni a mille dell'età a turno andavamo in bagno per una sega. Dormivamo in un divano letto, facendo la sera sempre molto tardi per parlare, a dire il vero cercavamo anche nelle Tv private (eh già....), dei film che ci dessero spunto per l'ennesima sega. Già pensandoci da solo a quei tempi riuscivo a farmi 3 o 4 seghe al giorno, trovando qualcuno che come te ne parla ed ha ormoni altissimi, si poteva arrivare anche a 6 o 7 seghe giornaliere. Una sera che ricordo ancora nitidamente, parlavamo della figlia della vicina, che casualmente eravamo riusciti a sbirciare dal balcone, niente di particolare, solo slip e reggiseno ma questo bastava ad accendere fantasie sfrenate. Ricordo che mio cugino mi disse…- a forza di parlare di Alessia mi fa male il cazzo- -anche a me risposi-. Fu normalissimo che me lo mostrasse, capitava infatti di fare sport insieme o che ci si vestisse nella stessa stanza. Certo non che lo vedessi sempre duro, tranne quando si pisciava sugli alberi.
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Ovviamente per non essere da meno lo mostrai anche io. Ricordo questi boxer di entrambi, alzati, per vedere gli effetti di Alessia. Notai che effettivamente la cappella semichiusa di mio cugino, ancora vergine, era rossa. Con naturalezza lo toccai per vedere se provava dolore. Lo trovai duro e mio cugino diceva che non provava dolore per il rossore. Lo dissi anche a lui che era durissimo, e lui provò a vedere se anche il mio lo fosse. Non so quanto ci fosse di premeditato in tutto questo, ma effettivamente la sua mano la trovavo piacevole, e lo dissi. Mio cugino più grande di me di un anno, lui vergine ed io circonciso, anche questo lo incuriosiva, mentre me lo toccava. Fu un effetto strano lui me lo toccava, ed io toccando il suo senza rendermi conto gli facevo quello che normalmente facevo al mio per provare piacere. Probabilmente era cosi’ anche per lui. Mi misi seduto sul letto, lui si mise di fronte a me. Avevamo i boxer calati, e solo ora mi resi conto di quello che stavamo facendo. Io segavo il suo e lui il mio. Silenziosi, ma con i movimenti in sincrono. Dopo poco cominciavamo anche a muovere i corpi sotto i colpi delle mani. Non mi importava che stessi facendo e subendo una sega, stavo provando piacere e mi interessava solo questo. I miei genitori ci avrebbero potuto vedere, ma l’incoscienza giovanile ce ne faceva fregare. Ad un certo punto mio cugino alzo il bacino, stese le gambe e schizzò. I getti arrivarono sulle sue gambe e sulle mie, quelli successivi sulla mia mano ormai piena di sperma. Subito dopo arrivarono i miei, sul letto e sulla sua pancia e ovviamente le sue mani. Sempre in silenzio, ci sdraiammo e ci addormentammo. Il giorno dopo non parlammo di quello che era accaduto. La sera nuovamente col buio e con i discorsi, si ripropose l’eccitazione del giorno prima. Stavolta eravamo più disinvolti, i discorsi erano volutamente più hard, nella stanza buia, illuminata solo da una luce esterna, che aiutava la vista nella penombra. Ricordo chiaramente mio cugino sdraiato, che questa volta si sfila calzoncini e boxer. Sempre col timore di essere scoperti dai miei genitori. Lui mi disse – dai è come essere in carcere, senza donne…credo sia normale – , spinto dalle sue parole mi sfilai anche io calzoncini e boxer. Stavolta eravamo con la sola canottierina. Mi piaceva guardare, le gambe come si muovevano, il cazzo quasi sempre duro e ovviamente sbirciavo anche il suo culo che senza peli al buio era identico a quello delle riviste. Non era necessario dirci nulla, ci iniziammo a toccare i cazzi, ma stavolta anche toccando il resto, le gambe lisce e anche il petto. Mettemmo anche i cazzi attaccati per vedere le differenze, il suo più lungo del mio. Le palle si sfioravano e a turno li segavamo entrambi. Sentivamo gli odori del nostro sesso. Gli dissi che sentivo un forte odore che mi eccitava, mi spostai, avvicinai il viso e mi appoggiai al suo cazzo. Di nuovo silenzio, ma si sentiva stavolta il rumore della mia bocca sulla cappella. Si me lo ero messo in bocca, volevo provare come fosse tra le labbra. Sentivo un sapore dolce, piacevole la carne tra la lingua e il palato. Sentivo uscire il liquido trasparente, assomigliava al mio, facevo scivolare la lingua lungo l’asta fino ad arrivare sulle palle. Accidenti ricordo ancora che mi dissi….sto facendo un bocchino…come quelle dei film. Mio cugino appoggiato al cuscino si godeva quello che facevo, quando riusciva ad arrivarci mi segava il pisello, ma spesso sentii anche la sua mano accarezzare il mio culo.
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Sentivo brividi, era la seconda sera di seguito che stavo facendo il porco con un maschio. Non mi sentivo particolarmente strano, ma stavo facendo del sesso…con un maschio ma comunque sesso. Eravamo giovanissimi prime vere esperienze. Ancora ricordo quel cazzo, ricordo la sensazione di quel bocchino che facevo. Mio cugino si sdraio’, e continuai a succhiare, lui mi chiese di girarmi. Diventò un 69 senza rendermi conto. Sentii la sua bocca su di me, poteva anche essere la bocca di una femminuccia, ma quella bocca mi dava piacere. Ci mettemmo su un fianco, perché l’intreccio diventò un abbraccio. Avevamo i cazzi in bocca, ma con le mani ci accarezzavamo il culo. Stavamo diventando un pochino più sciolti nei comportamenti. Mi eccitava tantissimo sentire il forte odore del cazzo, appoggiato sulle sue gambe con il suo cazzo nella bocca, lui che mi succhiava e carezzava il culo. Sentii le sue gambe diventare rigide e la cappella che si gonfiò, mi resi conto benissimo di cosa volesse dire. Mi arrivò in bocca, lo sperma me ne arrivò tantissimo, non mi disgustava anzi speravo sempre in nuovi schizzi. Ingoiai tutto, pulii per bene anche il suo cazzo, e quando passai la lingua sulle palle per pulirle, partirono i miei schizzi, ed anche lui li accolse in bocca. Stavolta non ci addormentammo subito, parlammo di quello che era successo. Giurammo di mantenere il segreto. Il problema era essere giovanissimi e pieni di energia, ma soprattutto di aver infranto un tabù. Nei giorni successivi le cose ormai erano cambiate. Restavamo spesso soli e comunque non faceva differenza, anzi spesso lo trovavamo più eccitante. La cameretta dove dormivamo, nascondeva segreti che ci avrebbero condannati di fronte agli altri. Ricordo un giorno mia madre in cucina a preparare la cena guardando la televisione ed io in cameretta di fronte a mio cugino a succhiarlo, faccio appena in tempo ad ingoiare, che lei arriva sulla porta ad informarci sulla cena. Ma poi si cerca sempre qualcosa di diverso, una delle sere seguenti, ormai già nudi a toccarci, come spesso ormai accadeva, inizio l’ennesimo pompino di quei giorni. Mi ricordo lui sdraiato nel letto io a cavalcioni a succhiare, lui mi disse – dai girati che almeno anche io me lo metto in bocca – stavolta sentivo qualcosa di diverso e lo dissi – aspetta Flavio voglio provare una cosa – sopra di lui mi girai e avvicinai la cappella al buco del culo. MI disse – porca puttana in culo lo metti….mi fai male – e già era vergine, ma volevo sentirlo anche lì. Sentivo un pezzo del cazzo dentro, ma non andava più giù e lui si lamentava. Non sentivo dolore, anche se avvertivo la differenza del dito nel culo. Provai ancora un pochino a montarlo, mi girai anche verso di lui, stavo provando a smorzacandela, ma lui non riusciva a lasciarsi andare. Mi tolsi mi sdraiai sopra, strofinandomi sul suo cazzo, ma stavolta accadde che mentre mi strusciavo, leccavo il collo. Fino ad arrivare sulla bocca, lui afferra il mio culo, mi strofina il cazzo sul mio cazzo e ci stavamo baciando a fondo. Fu immediata l’eiaculazione di entrambi. Mi sveglio il giorno dopo ed era ancora diversa la situazione mi sentivo e ancora mi sento un perfetto bisessuale
 

Allegati

Questo racconto mi ha fatto eccitare così tanto che l'ho letto e riletto più volte, toccandomi ed immaginandomi la scena. La sessualità è forse l'aspetto più fluido della nostra mente ed infatti adesso mi trovo in totale stato di eccitazione e con i battiti accelerati. Spero di poterti leggere ancora.
 
Grazie, lo scopo dei racconti è esattamente questo...come mi ha detto giustamente Giovanna una volta....Ci sono altri racconti, leggili e rallenta il tuo battito soddisfacendo la tua eccitazione con la mano....stappa e fa esplodere lo champagne....Grazie ancora
 
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